Abusi edilizi: multa al posto della demolizione, ecco quando
Ecco la sentenza del Consiglio di Stato in materia di abusi edilizi. Scopriamo quando la multa può sostituire la demolizione.
Pubblicato il10 ott 2016
Abusi edilizi: multa al posto della demolizione, ecco quando
Con la sentenza 3559/2016, il Consiglio di Stato ha stabilito che, in materia di ABUSI EDILIZI, la multa possa sostituire la demolizione del manufatto solo se l’intervento è stato edificato sulla base di un titolo abitativo emesso dal Comune e successivamente annullato. La demolizione si attua quando il responsabile abbia trasgredito le regole dell’amministrazione.
Questa distinzione è molto importante: nel primo caso, il privato pensa di agire in modo legittimo. Nel momento della realizzazione dell’opera i lavori sono iniziati a permessi rilasciati e solo in seguito il Comune annulla il tutto. Lo stesso Ente può scegliere per una multa in alternativa alla demolizione. Quest’ultima è invece certa quando il privato se l’intervento è già realizzato contro i crismi di legge.
Vediamo il caso preso in esame dal Consiglio di Stato: i proprietari di un’azienda agricola avevano ottenuto il permesso di realizzare un capannone aperto per il deposito. In un secondo momento i lati sono stati chiusi, trasformandolo di fatto in un capannone industriale. Il Comune aveva prima rilasciato e poi annullato il permesso di costruire in sanatoria.
E’ stata inevitabile la demolizione in quanto il CdS ha sentenziato che la tutela del privato varia in base all’annullamento o della sanatoria o del permesso di costruire. Nel primo caso, il cittadino non si attiene alle regole e non può ottenere una semplice sanzione.
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